Isoclima conclude con successo la partecipazione al Farnborough International Airshow 2026, rafforzando la propria posizione nell’industria aerospaziale globale

Farnborough (UK), 24 luglio 2026 – Isoclima Group ha concluso con successo la propria partecipazione al Farnborough International Airshow 2026, uno degli eventi più importanti al mondo per l’industria aerospaziale, dove l’azienda ha incontrato clienti, costruttori aeronautici, partner tecnologici e rappresentanti istituzionali provenienti da tutto l’ecosistema aerospaziale globale.

Ospitata all’interno del Padiglione Italia organizzato dall’Agenzia ICE (Italian Trade Agency), Isoclima ha colto l’occasione per rafforzare le relazioni esistenti, stabilire nuovi contatti e discutere le tendenze tecnologiche che stanno plasmando il futuro dell’aviazione civile, della difesa e della mobilità aerea avanzata.

Nel corso della manifestazione, i colloqui hanno costantemente evidenziato l’importanza crescente delle tecnologie trasparenti avanzate nel rendere le piattaforme aeree più sicure, più leggere e sempre più integrate. Sia nei programmi civili che in quelli della difesa, l’industria continua a porre maggiore enfasi su soluzioni in grado di coniugare eccellenza ottica, prestazioni strutturali, design leggero e affidabilità a lungo termine, supportando al contempo requisiti di certificazione e operativi sempre più stringenti.

Con oltre cinquant’anni di esperienza ingegneristica, Isoclima continua a supportare i principali costruttori aerospaziali nello sviluppo e nell’industrializzazione di sistemi trasparenti ad alte prestazioni per aeromobili ad ala fissa, elicotteri e piattaforme aerospaziali di nuova generazione. Le tecnologie del Gruppo integrano rivestimenti avanzati, sistemi di riscaldamento e sbrinamento, resistenza agli urti e geometrie complesse, rispondendo alle esigenze in continua evoluzione del mercato aerospaziale globale.

“Farnborough ha confermato ancora una volta il forte slancio e l’evoluzione tecnologica in atto nell’industria aerospaziale”, ha dichiarato Liviana Forza, Chief Executive Officer di Isoclima Group. ” La qualità dei colloqui avuti nel corso della settimana ha rafforzato il ruolo strategico crescente delle tecnologie trasparenti avanzate sia negli aeromobili attuali che in quelli di nuova generazione. Per Isoclima, l’evento ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare le relazioni con i nostri clienti e partner, confermando al contempo il valore della nostra competenza ingegneristica e delle nostre capacità industriali nel supportare programmi aerospaziali sempre più complessi. La nostra collaborazione con Vertical Aerospace, che ha scelto Isoclima per le trasparenze del suo aeromobile eVTOL VA1-100, è un esempio di come continuiamo a contribuire agli sviluppi più innovativi del settore.”

La manifestazione ha inoltre confermato la costante attenzione dell’industria verso la mobilità aerea avanzata, l’aviazione sostenibile, le piattaforme di difesa di nuova generazione e una maggiore resilienza industriale. Queste tendenze stanno alimentando una domanda crescente di sistemi trasparenti altamente ingegnerizzati, in grado di soddisfare requisiti sempre più rigorosi in termini di prestazioni, sicurezza, durabilità e producibilità.

Forte delle relazioni consolidate durante Farnborough, Isoclima continuerà a lavorare al fianco di clienti e partner in tutto il mondo per sviluppare soluzioni trasparenti avanzate a supporto della prossima generazione di tecnologie aerospaziali.

Nel settore della sicurezza e delle soluzioni trasparenti ad alte prestazioni, la normativa EN 1063 rappresenta il riferimento tecnico europeo per la classificazione dei vetri antiproiettile. Comprendere il significato delle sue classi è essenziale per selezionare la soluzione più adatta ad ogni contesto applicativo, dagli edifici istituzionali ai veicoli blindati, fino alle infrastrutture critiche.

Cos’è la norma EN 1063

La EN 1063 è la normativa europea che definisce i metodi di prova e i criteri di classificazione per il vetro di sicurezza resistente ai proiettili. Il suo obiettivo è stabilire un linguaggio tecnico comune, verificabile attraverso test balistici standardizzati. In questo modo è possibile confrontare in modo oggettivo le prestazioni di prodotti realizzati da produttori diversi.

I test previsti dalla norma vengono condotti sparando proiettili di calibro, velocità e tipologia definiti contro un campione di vetro, a una distanza stabilita. Il superamento della prova richiede che il proiettile non attraversi il pannello. Inoltre, eventuali frammenti sul lato opposto all’impatto non devono superare determinati limiti dimensionali.

Questo criterio è noto come valutazione della scheggiatura. È parte integrante della classificazione e distingue i vetri realmente idonei alla protezione delle persone da quelli che offrono solo una resistenza parziale.

La norma è oggi il benchmark adottato da progettisti, forze dell’ordine, enti governativi e produttori di veicoli speciali per specificare i requisiti di sicurezza nei capitolati tecnici.

Le classi BR (Bullet Resistant)

Le classi BR, da BR1 a BR7, coprono la resistenza a proiettili sparati da armi corte e lunghe, con calibri e velocità crescenti lungo la scala. Nella fascia più bassa (BR1-BR3) rientrano tipicamente le armi corte a bassa energia. Salendo di livello, le classi intermedie (BR4-BR5) introducono calibri di uso più diffuso in ambito civile e nella criminalità comune. Le classi superiori (BR6-BR7), infine, sono destinate a scenari ad alto rischio, con proiettili sparati da fucili e munizioni ad alta velocità.

Ogni classe BR specifica con precisione il tipo di arma, il calibro del proiettile, la sua massa e la velocità di impatto richieste per il superamento del test. Questo livello di dettaglio consente di selezionare la classe di protezione realmente proporzionata al livello di rischio dell’applicazione. Si evitano così sia soluzioni sottodimensionate sia sovradimensionamenti che comporterebbero costi e pesi non necessari.

Le classi SG

Accanto alle classi BR, la norma EN 1063 prevede due classi dedicate specificamente alla resistenza contro i fucili a canna liscia: SG1 e SG2. Queste classi rispondono a un rischio distinto rispetto a quello delle armi a canna rigata. Il fucile a canna liscia, infatti, proietta simultaneamente più elementi (i pallini), con una distribuzione dell’energia sulla superficie del vetro differente da quella di un singolo proiettile.

La classe SG1 corrisponde a un livello di minaccia inferiore rispetto alla SG2, che prevede colpi ravvicinati e ripetuti. La distinzione tra classi BR e SG permette quindi di calibrare la protezione anche in funzione della tipologia di arma più probabile in un determinato contesto, come sportelli di sicurezza, banche o punti vendita ad alto rischio.

Come leggere la classificazione

La corretta interpretazione della classificazione EN 1063 richiede attenzione a tre elementi principali. Il primo è la classe stessa (ad esempio BR4 o SG2), che identifica il livello di minaccia superato durante il test. Il secondo è l’eventuale suffisso “S” o “NS”, che indica rispettivamente la presenza o l’assenza di schegge oltre i limiti consentiti sul lato protetto. La sigla “NS” (No Splinter) rappresenta il livello prestazionale più elevato, poiché garantisce l’assenza di frammenti pericolosi anche in caso di impatto diretto.

Il terzo elemento da considerare è il rapporto tra classe di resistenza e spessore/peso del pannello, che varia in base alla tecnologia costruttiva e alla stratigrafia del vetro. A parità di classe dichiarata, infatti, prodotti con spessori e pesi inferiori offrono vantaggi significativi in termini di installazione, gestione strutturale e comfort d’uso, senza compromettere il livello di sicurezza certificato.

Tabella riepilogativa classi

ClasseTipo di minacciaArma di riferimentoSuffisso
BR1 – BR3Armi corte, bassa energiaPistole di piccolo calibroS / NS
BR4Armi corte, calibri diffusiPistole di calibro medio-altoS / NS
BR5 – BR7Armi lunghe, alta energiaFucili e munizioni ad alta velocitàS / NS
SG1Fucile a canna liscia, colpo singoloFucile a palliniS / NS
SG2Fucile a canna liscia, colpi ravvicinatiFucile a palliniS / NS

La scelta della classe corretta deve sempre partire da un’analisi del contesto di rischio specifico, condotta insieme a un partner tecnico in grado di garantire prodotti certificati e conformi ai requisiti della normativa EN 1063.

Nella progettazione di soluzioni di sicurezza, la scelta tra vetro antiproiettile e vetro antisfondamento non è mai scontata. Sebbene entrambe le tipologie rientrino nella più ampia categoria dei vetri di sicurezza, rispondono a esigenze di protezione profondamente diverse. Comprendere le differenze tecniche e normative che le distinguono è il primo passo per individuare la soluzione più adatta ad ogni contesto applicativo, dall’edilizia civile fino ai settori difesa, aerospace e security architecture.

Cosa si intende per vetro antisfondamento

Il vetro antisfondamento è progettato per resistere a tentativi di effrazione, impatti accidentali o atti vandalici. La sua funzione principale è rallentare o impedire l’accesso, offrendo un tempo di resistenza sufficiente a scoraggiare l’intrusione o a consentire l’intervento delle forze dell’ordine.

Dal punto di vista costruttivo, si tratta generalmente di vetro stratificato multistrato, composto da più lastre di vetro unite tramite interlayer polimerici ad alta resistenza. All’aumentare del numero di strati e dello spessore complessivo, cresce anche il livello di resistenza ad urti, colpi ripetuti o tentativi di perforazione con strumenti manuali.

Questa tipologia di vetro trova applicazione in edifici commerciali, banche, showroom, abitazioni private e in generale in tutti i contesti dove è necessario proteggere aperture vetrate da tentativi di intrusione senza ricorrere a soluzioni balistiche.

Cosa si intende per vetro antiproiettile

Il vetro antiproiettile, o vetro balistico, è concepito per resistere all’impatto di proiettili sparati da armi da fuoco, con l’obiettivo di arrestarne la penetrazione e proteggere ciò che si trova oltre la superficie vetrata. Si tratta di un prodotto tecnologicamente più complesso, composto da un numero elevato di strati di vetro e policarbonato, calibrati per assorbire e dissipare l’energia cinetica dell’impatto.

Lo spessore e la composizione del pacchetto variano in funzione del livello di protezione richiesto, che dipende a sua volta dal tipo di arma, dal calibro del proiettile e dalla distanza di sparo previste dallo scenario di minaccia. Isoclima sviluppa soluzioni antiproiettile per settori ad alta criticità, tra cui veicoli blindati, ed altre applicazioni per il mondo della difesa e delle infrastrutture sensibili, dove la protezione balistica rappresenta un requisito non negoziabile.

Normative di riferimento (EN 356 vs EN 1063)

La distinzione tra le due tipologie di vetro trova un riscontro preciso anche a livello normativo europeo.

La norma EN 356 disciplina la resistenza del vetro agli attacchi manuali e agli urti, classificando i prodotti in classi da P1A a P8B in base al numero di colpi sostenuti e al tipo di strumento utilizzato nei test, dal corpo cadente all’ascia. È lo standard di riferimento per il vetro antisfondamento.

La norma EN 1063 regolamenta invece la resistenza balistica del vetro, definendo classi di protezione da BR1 a BR7, oltre a classi specifiche per munizioni da fucile (SG1, SG2). Ogni classe corrisponde ad un preciso tipo di arma, calibro e velocità del proiettile testato, garantendo un sistema di classificazione oggettivo e comparabile a livello internazionale.

Conoscere queste classificazioni è essenziale per specificare correttamente il prodotto in fase di capitolato, evitando ambiguità tra livelli di protezione meccanica e livelli di protezione balistica, che non sono in alcun modo sovrapponibili.

Quando scegliere l’uno o l’altro

La scelta tra vetro antisfondamento e vetro antiproiettile dipende dall’analisi del rischio specifico a cui l’oggetto del progetto è esposto. Il vetro antisfondamento è la soluzione indicata quando l’obiettivo è prevenire furti, effrazioni o atti vandalici in contesti civili e commerciali.

Il vetro antiproiettile diventa invece necessario in presenza di un rischio concreto legato ad armi da fuoco: edifici istituzionali, banche ad alta sensibilità, veicoli blindati, infrastrutture critiche e applicazioni in ambito difesa. In questi contesti, la protezione balistica non è un’opzione accessoria ma un requisito strutturale del progetto.

In molti casi, la decisione finale coinvolge anche variabili come il peso complessivo della struttura e le normative locali di settore, motivo per cui il coinvolgimento di un partner tecnico in fase di progettazione consente di ottimizzare la soluzione in relazione al reale livello di minaccia.

Tabella comparativa

CaratteristicaVetro antisfondamentoVetro antiproiettile
ObiettivoResistenza ad effrazione, urti, vandalismoArresto della penetrazione di proiettili
Normativa di riferimentoEN 356EN 1063
ClassiDa P1A a P8BDa BR1 a BR7, SG1-SG2
Spessore tipicoContenutoElevato, in funzione del livello di minaccia
Applicazioni principaliEdilizia civile e commerciale, retail, bancheDifesa, veicoli blindati, infrastrutture critiche

Il vetro antiproiettile è un materiale da costruzione ad alte prestazioni progettato per resistere all’impatto di proiettili, frammenti esplosivi e tentativi di effrazione. Contrariamente a quanto suggerisce il nome comune, non si tratta di un semplice vetro spesso, ma di un sistema composito stratificato che combina materiali differenti per garantire protezione, trasparenza e integrità strutturale. Trovando applicazione in ambito militare, bancario, automotive e architettonico, il vetro antiproiettile rappresenta oggi una soluzione tecnica matura e normata a livello europeo.

Composizione e materiali

Il vetro antiproiettile è il risultato dell’unione di più strati di materiali trasparenti incollati tra loro mediante resine polimeriche o film interlayer in PVB (polivinilbutirrale) o EVA (etilene vinil acetato). La struttura tipica prevede:

  • Strati di vetro float o temperato, che conferiscono rigidità e resistenza all’impatto iniziale;
  • Strati in policarbonato (PC), un polimero termoplastico ad alta resistenza agli urti, che assorbe l’energia residua del proiettile;
  • Interlayer in PVB o resina colata, che mantengono coesi i frammenti in caso di rottura e aumentano la capacità di assorbimento energetico.

Lo spessore totale di un pannello antiproiettile varia in genere da 20 mm a oltre 70 mm, in funzione del livello di protezione richiesto. Alcuni sistemi avanzati integrano anche strati in vetro chimicamente temprato o in materiali compositi come l’allumina (ossido di alluminio), impiegati soprattutto nelle applicazioni militari dove è necessario contenere il peso senza ridurre le prestazioni balistiche.

Come resiste ai proiettili


Il principio di funzionamento del vetro antiproiettile si basa sulla dissipazione progressiva dell’energia cinetica del proiettile attraverso i diversi strati del composito. All’impatto, si attivano in sequenza tre meccanismi principali:

  1. Deformazione e fessurazione dello strato esterno in vetro: il primo strato incassa il colpo, si crepa e inizia ad assorbire energia, rallentando il proiettile e deformandone la punta;
  2. Assorbimento energetico degli interlayer: i film polimerici interposti cedono elasticamente, distribuendo l’energia su una superficie più ampia e impedendo la propagazione incontrollata delle fratture;
  3. Arresto definitivo nel policarbonato: lo strato interno in PC, grazie alla sua elevata tenacità, trattiene i frammenti e ferma il proiettile prima che possa attraversare completamente il pannello.

Il risultato è un sistema che non “blocca” il proiettile in modo rigido, ma lo decellera progressivamente fino all’arresto, minimizzando al contempo la proiezione di schegge verso l’interno.

Classi di resistenza EN 1063

In Europa, la classificazione del vetro antiproiettile è regolata dalla norma EN 1063, che definisce sette classi di resistenza balistica (da BR1 a BR7) più due classi specifiche per la resistenza alle raffiche (SG1 e SG2). Ogni classe è definita in base al tipo di munizione utilizzata nel test, alla velocità del proiettile e alla distanza di sparo.

ClasseArma di provaCalibroNote
BR1Pistola.22 LRProtezione base
BR2Pistola9 mm ParabellumUso civile/bancario
BR3Pistola.357 MagnumUso civile avanzato
BR4Pistola.44 MagnumProtezione elevata
BR5Fucile5,56 × 45 mm NATOUso militare/governativo
BR6Fucile7,62 × 51 mm NATOUso militare
BR7Fucile7,62 × 51 mm APMassima protezione civile

I test vengono condotti su campioni sottoposti a tre colpi in sequenza, e la classificazione è ottenuta solo se nessuno dei colpi penetra completamente il pannello. Questa normativa costituisce il riferimento obbligatorio per qualsiasi fornitura destinata a contesti professionali, istituzionali o governativi.

Applicazioni principali

Automotive

Nel settore automotive, il vetro antiproiettile viene impiegato su veicoli blindati destinati al trasporto di figure istituzionali, diplomatici, personale di sicurezza e valori. I pannelli devono soddisfare requisiti particolarmente stringenti in termini di curvatura, peso e integrazione con le portiere corazzate. La classe minima richiesta per i veicoli governativi è generalmente BR6, mentre per applicazioni VIP civili si adotta spesso BR4 o BR5.

Difesa

In ambito militare e governativo, il vetro antiproiettile viene integrato in veicoli tattici, postazioni fisse, torrette e strutture di comando avanzate. In questi contesti si ricorre a compositi multistrato che combinano vetro, policarbonato e ceramiche balistiche, con l’obiettivo di contenere il peso complessivo pur garantendo protezione contro munizioni perforanti e frammenti da esplosione.

Edifici

L’impiego architettonico del vetro antiproiettile interessa banche, ambasciate, tribunali, centri di controllo e strutture ad alto rischio. In questi casi, i pannelli vengono progettati non solo per la resistenza balistica ma anche per soddisfare i requisiti estetici e termici degli involucri edilizi moderni. La normativa EN 1063 si applica anche in questo ambito, spesso in combinazione con la EN 356 relativa alla resistenza all’effrazione manuale.

L’intervista a Giancarlo Perlini, Group Chief Commercial & Marketing Officer di Isoclima Group, pubblicata su SUPER YACHT 24, approfondisce il ruolo del vetro nell’evoluzione del settore yachting.

Tre i temi centrali: durabilità, riduzione del peso e gestione dell’irraggiamento solare.

Questi elementi non sono più semplici specifiche tecniche, ma fattori che influenzano direttamente architettura, design e performance delle nuove imbarcazioni.

Nel contesto attuale, efficienza e libertà progettuale devono coesistere. I materiali diventano quindi un abilitatore strategico per migliorare sicurezza, comfort e prestazioni complessive.

L’intervista evidenzia una trasformazione chiara: l’innovazione nel settore è sempre più legata all’integrazione di performance tecniche avanzate negli yacht.

Leggi l’intervista qui: https://www.superyacht24.it/2026/03/16/perlini-isoclima-group-durabilita-peso-e-irraggiamento/

Artemis II è partita verso l’orbita lunare, com’è andato il lancio e cosa succederà nel viaggio di 10 giorni

Nella notte tra l’1 e il 2 aprile 2026, il razzo SLS della NASA ha lasciato il Kennedy Space Center con a bordo la capsula Orion e il suo equipaggio. È la prima missione con equipaggio del programma Artemis, e la prima a portare esseri umani oltre l’orbita terrestre bassa dai tempi delle missioni Apollo.

Rispettando fedelmente la tabella di marcia, i propulsori laterali di SLS si sono distaccati un paio di minuti dopo il liftoff, una volta consumato tutto il combustibile solido. Il compito di spingere il veicolo è quindi passato in carico ai quattro motori del core stage (lo stadio principale). A circa otto minuti e mezzo dalla partenza, anche il corpo centrale del razzo ha completato la sua accensione e si è separato, terminando la sua corsa con un tuffo in mare.

Leggi l’articolo completo su: https://www.geopop.it/artemis-ii-e-partita-quattro-astronauti-in-viaggio-verso-la-luna-per-la-prima-volta-in-oltre-50-anni/
https://www.geopop.it/

I volumi globali di rifiuti potrebbero aumentare del 50% entro il 2050 senza significativi cambiamenti nelle politiche, negli investimenti e nella gestione.

Il rapporto What a Waste 3.0 avverte che, senza interventi, i volumi annuali di rifiuti potrebbero raggiungere i 3,86 miliardi di tonnellate entro il 2050. L’aumento dei rifiuti rischia di sovraccaricare le infrastrutture esistenti, compromettere lo sviluppo economico globale e la creazione di posti di lavoro, oltre a minacciare la salute pubblica e l’ambiente.

Per comprendere appieno la portata e l’urgenza delle sfide odierne, nonché le opportunità che esse offrono, il rapporto “What a Waste 3.0” del Gruppo della Banca Mondiale fornisce i dati e le analisi statistiche più aggiornati sulla gestione globale dei rifiuti solidi. Basandosi sui dati pubblici più recenti di 217 paesi ed economie e 262 città, il rapporto offre un quadro di riferimento per comprendere come diverse scelte politiche e livelli di ambizione potrebbero plasmare il futuro dei rifiuti a livello globale.

Leggi l’articolo completo: https://www.worldbank.org/en/publication/what-a-waste?cid=ECR_LI_worldbank_EN_EXT

La “space race” della nautica spinge i cantieri a concentrare le caratteristiche dei grandi yacht in design compatti. Di conseguenza, gli armatori massimizzano gli spazi senza superare i rigidi limiti della lunghezza fuori tutto (LOA).

Ma un design widebody rischia di sembrare tozzo? Il designer degli esterni Filippo Salvetti non è d’accordo. “Al contrario, è un’opportunità per dare al progetto maggiore dinamismo”, spiega.

Come risultato, lo yacht vanta una silhouette sportiva e accattivante. Salvetti sottolinea infatti gli esterni contemporanei, facendo notare le sue superfici “scolpite e tese”.

Inoltre, le murate pulite del ponte superiore incorniciano perfettamente le vetrate. Infine, una linea dinamica che avvolge la plancia aggiunge tensione ed eleganza allo scafo.

Leggi l’articolo completo: https://www.boatinternational.com/yachts/reports/ferretti-yachts-940-review-widebody-design?j=791569&sfmc_sub=547316035&l=55_HTML&u=18785076&mid=500009995&jb=10&utm_source=sfmc&utm_medium=email&utm_campaign=Deep+Dive+110426&utm_term=Ferretti+Yachts+940%3a+Inside+the+widebody+that+rewrites+the+space+race+READ+MORE+ARTICLE&utm_id=791569&sfmc_id=547316035

Pur essendo l’86% delle aziende a investire in intelligenza artificiale, solo il 43% prepara i propri dipendenti a utilizzarla in modo efficace e appena il 19% dei lavoratori si sente adeguatamente qualificato.

Lo studio di Accenture “Talent Reinventors” evidenzia che il 18% delle organizzazioni riesce ad investire in intelligenza artificiale ed integrala con successo nel lavoro quotidiano, favorendo collaborazione e sviluppo continuo delle competenze.

Queste aziende registrano significativi miglioramenti nella cultura aziendale, nell’esperienza dei dipendenti e nell’adattabilità della forza lavoro, prevedendo per il 2025 una crescita dei ricavi e dei profitti rispettivamente dell’1,8% e dell’1,4%.

La transizione verso l’AI sta avendo un impatto significativo sulle persone: il 55% dei lavoratori segnala situazioni di “cognitive overload” e il 49% teme che l’intelligenza artificiale possa avere effetti sulla propria occupazione. La ricerca evidenzia che la capacità di generare valore dall’AI dipende sempre più non solo dalla tecnologia ma dalla leadership, visibilità delle competenze e sicurezza psicologica nelle organizzazioni.

Leggi l’articolo completo: https://forbes.it/2026/03/31/ai-in-azienda-investimenti-elevati-ma-competenze-ancora-insufficienti

Nautor Swan ha avviato la costruzione del più grande yacht a vela mai realizzato dal cantiere, lo Swan Alloy 44 di 43,45 metri.  Questo traguardo segna anche l’ingresso del cantiere nel segmento dei grandi yacht a vela in alluminio. Il primo Swan Alloy 44 è stato progettato dall’architetto navale Malcolm McKeon, in collaborazione con la nuova divisione italiana del Gruppo Nautor Swan. Una volta completati lo scafo e la coperta in alluminio, il primo Swan Alloy 44 verrà trasportato a Viareggio per l’allestimento finale e la consegna.

Leggi l’articolo completo: https://www.superyachttimes.com/yacht-news/swan-alloy-44-yacht-construction